Con il crollo del muro di Berlino l’Europa si è allargata a Est
modificando l’assetto geopolitico del continente e sviluppando una sorta
di neo-colonialismo economico che ha favorito la nascita di traffici
illegali e ha prodotto un flusso migratorio verso Ovest dove la
criminalità organizzata si è inserita senza grossi problemi, grazie a
quella capacità di adattamento e metamorfosi che le permette di
interagire velocemente con i cambiamenti.
In questo scenario Sergio Paoli ha costruito un racconto di un realismo
che lascia senza fiato. Un canovaccio di miseria, ingenuità e
spietatezza. Un pugno nello stomaco. Niente tranne la pioggia
fotografa quel mondo e dà un nome, un volto a «…queste persone che
vengono da noi e finiscono sulla strada…» in un processo di
mercificazione inesorabile di fronte al quale anche i giusti a volte si
fermano, ma «…la giustizia si costruisce tutti i giorni con le piccole
azioni che ognuno di noi fa» spiega l’autore.
(articolo di Maria Grazia Pozzi, per leggerlo tutto clicca qua)
"Niente, tranne la pioggia", è il mio ultimo romanzo con Todaro editore, in libreria dal 2011.
Visualizzazione post con etichetta todaro editore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta todaro editore. Mostra tutti i post
giovedì 31 maggio 2012
giovedì 3 maggio 2012
Sabato 5 maggio - Libreria Pagina 18 a Saronno (VA)
Aperitivo letterario. "Corpi in vendita" quando il giallo racconta la realtà |
5 maggio 2012 alle ore 17:30 |
![]()
Giovanni
Pedrani intervista Sergio Paoli e Salvo Barone sui loro ultimi libri
"Niente tranne la pioggia" e "Una giustizia sopportabile" della Todaro
Editore.
In "Niente tranne la pioggia"c'è la drammatica ricostruzione dell'odissea delle ragazze reclutate con il miraggio di un lavoro e trasportate da una dimenticata ex repubblica sovietica fino alle nostre città, in un calvario di violenza fisica, psichica e sessuale che le trasforma in prostitute-schiave. "In una giustizia sopportabile" si parla di immigrati, di traffici illegali di esseri umani e di una integrazione che nel nostro Paese sta diventando sempre più difficile.
I
gialli della Todaro, casa editrice di Lugano, non sono classici romanzi
in cui c’è solo da risolvere un caso, ma sono molto di più. Al centro
di ogni storia c’è un tema, il più delle volte scottante e di
straordinaria contemporaneità.
Libreria Pagina 18
Vicolo Castellaccio 6 - 21047, Saronno (VA)
Tel:02/96701471 - Fax:02/96701471 |
venerdì 2 marzo 2012
martedì 26 luglio 2011
Esce domani nei principali store online, nella collana degli ebook targati MilanoNera, diretta da Paolo Roversi, una nuova avventura di Vasco Lubrano, il protagonista di "Niente, tranne la pioggia".
Un racconto a prezzo convenientissimo per la vostra estate.
Un uomo fatto lesso nella sauna di un centro benessere. Il sovrintendente Lubrano è stranito, perplesso. E il suo proverbiale mal di testa non lo molla finchè non risolve il mistero, che mistero poi non è. Dopo "Niente, tranne la pioggia", Vasco Lubrano è ancora all'opera tra le nefandezze della provincia lombarda.
Un racconto a prezzo convenientissimo per la vostra estate.
Un uomo fatto lesso nella sauna di un centro benessere. Il sovrintendente Lubrano è stranito, perplesso. E il suo proverbiale mal di testa non lo molla finchè non risolve il mistero, che mistero poi non è. Dopo "Niente, tranne la pioggia", Vasco Lubrano è ancora all'opera tra le nefandezze della provincia lombarda.
giovedì 30 giugno 2011
Le recensioni e i commenti su "Niente, tranne la pioggia"
Sul mio nuovo romanzo, "Niente, tranne la pioggia" sono usciti, a un paio di mesi dalla pubblicazione del libro, alcune recensioni e commenti. Persone che conosco, che sono in contatto qui su FB, su aNobii, che ho incontrato alle presentazioni, o su IBS. Ringrazio tutti coloro che mi fanno sapere le loro impressioni, o che semplicemente le rendono pubbliche in qualche parte del web. Con un piccolo editore (di elevatissima qualità) e senza grandi "amicizie" nel mondo dell'editoria, la più grande speranza che un autore per farsi leggere risiede nel passaparola di chi legge e commenta. Quindi grazie ancora, anche a chi ne scriverà in futuro.
Non sono solito commentare quello che viene scritto sui miei romanzi (per i tre romanzi ormai si parla di decine di recensioni e centinaia di commenti, nel web), amo molto leggere e rifletterci sopra, e constatare il ripetersi di quella che chiamo "la magia" del raccontare e leggere storie: nello scrivere un romanzo ci si mettono delle cose e poi queste ti vengono restituite dai lettori, in parte o in tutto, reintrepretate, rivissute, filtrate in modo personale, sempre questo processo sorprendendomi e meravigliandomi per l'arricchimento che mi dona. E' questa la parte più bella del raccontare storie, la restituzione di chi legge e dichiara le proprie emozioni, impressioni, sentimenti, a volte svelando al narratore stesso elementi del romanzo che l'autore pensava fossero meno importanti, o comunque non prevalenti.
Però mi ha colpito negli ultimi giorni la recensione del Killer Mantovano, Marco Piva, comparsa sul glorioso blog de "I corpi freddi", gruppo di appassionati lettori nato prima in aNobii e poi sviluppatosi con una serie di attività legate al mondo dei libri (blog, commenti, interviste tra cui alcune prestigiosissime come quella in video a Andrea Camilleri e tante altre, organizzazione di rassegne e presentazioni e altro ancora).
Mi ha colpito non tanto per il giudizio, che non discuto mai, e perchè ogni giudizio (dalla stroncatura all'esaltazione) è lecito, quanto per la presentazione del romanzo. Tanto è vero che leggendo un commento a questa recensione, credo di Cristina Greco, che diceva "la trama mi sa di già letto e visto", ho pensato che se non conoscessi il romanzo e avessi letto solo questa recensione, sarei stato d'accordissimo con il commento di Cristina che ho appena riportato.
Mi ha colpito infatti che nella presentazione del romanzo la trama sia stata presentata in modo parziale e che i temi presentati siano "immigrazione, prostituzione, riciclaggio del denaro sporco, criminalità organizzata e affari politici".
Letta così sembra davvero un "già visto, già letto". Mi è dispiaciuto che non sia stato notato che il viaggio della disperazione e della speranza che fanno queste ragazze per venire in Italia (per poi scoprire di essere state vendute e costrette a prostituirsi), volevo farlo vivere al lettore in prima persona (e pensavo di esserci riuscito)
Mi ha colpito che nulla si dica della colonna sonora del romanzo, di cui molto mi è stato chiesto, per esempio nell'intervista sul blog RAI RADIODUE o su Vorrei , che è colonna portante della storia, tanto è vero che uno dei protagonisti, anch'esso non citato, è un chitarrista prog che viene direttamente dagli anni '70, e che le canzoni citate accompagnano alcuni dei temi del romanzo (l'amicizia, la fragilità della condizione umana, la disumanità del nostro modo di essere). Affari politici, poi mi sembra che siano veramente un elemento trascurabile, nel mondo narrativo che ho costruito.
Mi ha colpito che sia sfuggita la parte metanarrativa, gli omaggi a King, alla Vargas e in particolare nel finale, che viene definito da "Corpi freddi" come un finale "in sordina", dove c'è un omaggio a Wu Ming e al Moby Dick di Melville. Certamente un omaggio presuntuoso e scritto maluccio, ma in ogni caso un tentativo, per un finale che parte con la cattura e la tortura di Lubrano, la vendetta di un altro personaggio verso uno dei cattivi, prosegue con un crescendo di violenza in cui esplodono le lotte intestine alla criminalità organizzata e si conclude appunto con questo omaggio metaletterario. Non è stato colto, e certamente è demerito mio (e stimolo a far meglio) anche se altri lo hanno colto, quando ad esempio "Temperamente" scrive che "Niente tranne la pioggia va oltre l'essere un mero giallo" o quando Pegasus scrive "un noir che seppur assumendo come date tutte le caratteristiche consuetudinarie del genere – dallo sbirro melanconico e che trascura la fidanzata fino all’insensibilità dei vertici di governo e alla miopia della stampa, sempre e comunque in stile Studio Aperto – racconta una storia complessa, su più livelli, di periferia e di emarginazione."
Il tentativo, o la velleità probabilmente, era quella di scrivere, in un mondo in cui si continua a dire "ci sono troppi noir, ci sono troppi gialli, il noir è morto eccetera" un romanzo più completo, oltre i confini della copertina gialla e del "giallismo"in cui appunto ci sono più livelli di lettura e più elementi, quelli che qua ho cercato di rappresentare (la colonna sonora, la metanarrazione, la complessità della condizione, le sfaccettature del male, l'indifferenza).
Spiace che non sia stato colto.
Spero di far meglio con il prossimo romanzo, e grazie per l'attenzione.
Il Lettore è sempre il Re.
Non sono solito commentare quello che viene scritto sui miei romanzi (per i tre romanzi ormai si parla di decine di recensioni e centinaia di commenti, nel web), amo molto leggere e rifletterci sopra, e constatare il ripetersi di quella che chiamo "la magia" del raccontare e leggere storie: nello scrivere un romanzo ci si mettono delle cose e poi queste ti vengono restituite dai lettori, in parte o in tutto, reintrepretate, rivissute, filtrate in modo personale, sempre questo processo sorprendendomi e meravigliandomi per l'arricchimento che mi dona. E' questa la parte più bella del raccontare storie, la restituzione di chi legge e dichiara le proprie emozioni, impressioni, sentimenti, a volte svelando al narratore stesso elementi del romanzo che l'autore pensava fossero meno importanti, o comunque non prevalenti.
Però mi ha colpito negli ultimi giorni la recensione del Killer Mantovano, Marco Piva, comparsa sul glorioso blog de "I corpi freddi", gruppo di appassionati lettori nato prima in aNobii e poi sviluppatosi con una serie di attività legate al mondo dei libri (blog, commenti, interviste tra cui alcune prestigiosissime come quella in video a Andrea Camilleri e tante altre, organizzazione di rassegne e presentazioni e altro ancora).
Mi ha colpito non tanto per il giudizio, che non discuto mai, e perchè ogni giudizio (dalla stroncatura all'esaltazione) è lecito, quanto per la presentazione del romanzo. Tanto è vero che leggendo un commento a questa recensione, credo di Cristina Greco, che diceva "la trama mi sa di già letto e visto", ho pensato che se non conoscessi il romanzo e avessi letto solo questa recensione, sarei stato d'accordissimo con il commento di Cristina che ho appena riportato.
Mi ha colpito infatti che nella presentazione del romanzo la trama sia stata presentata in modo parziale e che i temi presentati siano "immigrazione, prostituzione, riciclaggio del denaro sporco, criminalità organizzata e affari politici".
Letta così sembra davvero un "già visto, già letto". Mi è dispiaciuto che non sia stato notato che il viaggio della disperazione e della speranza che fanno queste ragazze per venire in Italia (per poi scoprire di essere state vendute e costrette a prostituirsi), volevo farlo vivere al lettore in prima persona (e pensavo di esserci riuscito)
Mi ha colpito che nulla si dica della colonna sonora del romanzo, di cui molto mi è stato chiesto, per esempio nell'intervista sul blog RAI RADIODUE o su Vorrei , che è colonna portante della storia, tanto è vero che uno dei protagonisti, anch'esso non citato, è un chitarrista prog che viene direttamente dagli anni '70, e che le canzoni citate accompagnano alcuni dei temi del romanzo (l'amicizia, la fragilità della condizione umana, la disumanità del nostro modo di essere). Affari politici, poi mi sembra che siano veramente un elemento trascurabile, nel mondo narrativo che ho costruito.
Mi ha colpito che sia sfuggita la parte metanarrativa, gli omaggi a King, alla Vargas e in particolare nel finale, che viene definito da "Corpi freddi" come un finale "in sordina", dove c'è un omaggio a Wu Ming e al Moby Dick di Melville. Certamente un omaggio presuntuoso e scritto maluccio, ma in ogni caso un tentativo, per un finale che parte con la cattura e la tortura di Lubrano, la vendetta di un altro personaggio verso uno dei cattivi, prosegue con un crescendo di violenza in cui esplodono le lotte intestine alla criminalità organizzata e si conclude appunto con questo omaggio metaletterario. Non è stato colto, e certamente è demerito mio (e stimolo a far meglio) anche se altri lo hanno colto, quando ad esempio "Temperamente" scrive che "Niente tranne la pioggia va oltre l'essere un mero giallo" o quando Pegasus scrive "un noir che seppur assumendo come date tutte le caratteristiche consuetudinarie del genere – dallo sbirro melanconico e che trascura la fidanzata fino all’insensibilità dei vertici di governo e alla miopia della stampa, sempre e comunque in stile Studio Aperto – racconta una storia complessa, su più livelli, di periferia e di emarginazione."
Il tentativo, o la velleità probabilmente, era quella di scrivere, in un mondo in cui si continua a dire "ci sono troppi noir, ci sono troppi gialli, il noir è morto eccetera" un romanzo più completo, oltre i confini della copertina gialla e del "giallismo"in cui appunto ci sono più livelli di lettura e più elementi, quelli che qua ho cercato di rappresentare (la colonna sonora, la metanarrazione, la complessità della condizione, le sfaccettature del male, l'indifferenza).
Spiace che non sia stato colto.
Spero di far meglio con il prossimo romanzo, e grazie per l'attenzione.
Il Lettore è sempre il Re.
mercoledì 15 giugno 2011
TRIPLO APPUNTAMENTO PER "NIENTE, TRANNE LA PIOGGIA"
Tre appuntamenti in pochi giorni in questo mese di giugno per le presentazioni di "Niente, tranne la pioggia"
16/6 ore 18.00 VARESE, alla Feltrinelli – Corso Aldo Moro, 3
Incontro con Sergio Paoli per l’uscita del libro “ Niente tranne la pioggia “Todaro Editore" – Presenta Paolo Franchini
18/6 ore 21.00
presso Libreria del Corso, Corso San Gottardo 35, MILANO
MILANO IN BIONDA 2011, letture di Sergio Scorzillo
22/6 ore 21.30
presso Libreria di Via Volta, via Volta 28, ERBA (LC), con Lilli Luini e il suo romanzo scritto con Maurizio Lanteri, "Bruja" (Todaro editore).
mercoledì 8 giugno 2011
APPUNTAMENTO A SORPRESA CON PINKETTS & CAPPI IL 9 GIUGNO
APPUNTAMENTO A SORPRESA CON PINKETTS & CAPPI IL 9 GIUGNO PER "NIENTE, TRANNE LA PIOGGIA"
L'appuntamento del giovedì dalle 20.30 a Milano con Andrea G. Pinketts & Andrea Carlo Cappi questa settimana, il giorno 9, è al
BAMBU', v.F.Crispi 2, dalle 20.30
dove i due prodi scrittori presentano Sergio Paoli cioé me e il mio nuovo romanzo NIENTE TRANNE LA PIOGGIA (TODARO)
mercoledì 1 giugno 2011
Gli appuntamenti di giugno di "Niente, tranne la pioggia"
Dopo le belle serate di maggio sono apparsi numerosi i commenti di chi ha letto il romanzo, su IBS. E il romanzo piace!
Ecco i prossimi appuntamenti "live"
VARESE, LIBRERIA FELTRINELLI, 16/6 h 18 presenta Paolo Franchini
MILANO, LIBRERIA DEL CORSO SAN GOTTARDO, 18/6 MILANO IN BIONDA 2011
ERBA, LIBRERIA DI VIA VOLTA, 22 giugno ore 21.30
Ecco i prossimi appuntamenti "live"
VARESE, LIBRERIA FELTRINELLI, 16/6 h 18 presenta Paolo Franchini
MILANO, LIBRERIA DEL CORSO SAN GOTTARDO, 18/6 MILANO IN BIONDA 2011
ERBA, LIBRERIA DI VIA VOLTA, 22 giugno ore 21.30
giovedì 26 maggio 2011
"Niente, tranne la pioggia" al Salone OFF, Torino, 15 maggio
Ecco alcune foto della bella presentazione di Torino, con Alessandro Bastasi, Rosa Mogliasso, Enrico Pandiani, Paolo Roversi.
Iscriviti a:
Post (Atom)

















